Comune di Basiliano

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I borghi rurali

I borghi rurali sono caratteristici agglomerati di case abbracciate tra loro, piccoli microcosmi di architettura e identità che conservano ancora oggi, tra i sassi, i mattoni e le icone votive delle facciate, la memoria delle tradizioni di una società, quella contadina, sopravvissuta praticamente intatta dai tempi del feudalesimo fino al secolo scorso.
Le case coloniche sono edifici a tre piani, la cui struttura disegna sul terreno la forma della lettera “L”: sul lato lungo sta il corpo residenziale, al cui pianterreno si trovano la cucina e la cantina, con il fogolâr (caminetto) al centro, mentre al primo piano troviamo le camere da letto, alle quali si accede tramite una scala esterna che porta al ballatoio e, salendo ancora, al granaio, dove si essiccava il frumento e si allevavano i bachi da seta. Perpendicolari agli spazi abitativi, sul lato corto della lettera “L”, si ritrovano i rustici e i ripostigli: la stalla, il fienile, il deposito per gli attrezzi e il carro, il pollaio e la porcilaia.
Le abitazioni rurali si susseguono compatte, affacciandosi da un lato sulla strada e dall’altro sui campi, assumendo la duplice funzione di dimora e di azienda agricola. La vita del contadino si divide infatti tra la casa, nucleo degli affetti privati, e la corte, posta al centro della struttura dove, tra l’orto e le vigne, fonte di sostentamento diretto per la famiglia, inizia lo spazio delle attività agricole che si realizzano in particolare nei campi, sui quali si lavora per ripagare il padrone con il frumento, la moneta dell’epoca.
Ancora molti sono gli esempi di corti private che mantengono immutato il proprio aspetto originario, in particolare a Orgnano, dove si sono conservati in maniera particolare i caratteri insediativi e architettonici delle epoche passate, valorizzati dai recenti restauri.
Accanto alle modeste case coloniche ritroverete anche esempi di case padronali che ricalcano i modelli della villa veneta, costruite dai proprietari terrieri influenzati dai canoni artistici dettati dalla Serenissima, in seguito all’annessione, nel 1420, del Friuli alla Repubblica Veneta.

villa Venier-Romano

A Villaorba, accanto alla chiesa parrocchiale, potrete ammirare villa Venier-Romano, splendido esempio di villa nobiliare. Appartenente nel XVI secolo ai conti di Colloredo, venne acquistata all’inizio del ‘600 dai Romano, ricchi possidenti della zona, divenuti Venier-Romano nei primi dell’800. La facciata, sobria ma elegante, si affaccia sulla strada principale del paese, affiancata dalla barchessa, mentre gli altri due lati sono chiusi da una serie di rustici di costruzione ottocentesca e dal restante corpo residenziale terminante con le scuderie, a delimitare una corte interna molto ampia. Un grande portale architravato con cornice a conci di pietra annuncia l’ingresso, affiancato da due panche di pietra, mentre sul tetto svettano due camini in stile veneziano.

villa Occhialini

A Villaorba, esattamente di fronte a villa Venier-Romano, sta un’altra residenza nobiliare: seminascosta da due imponenti portoni carrai in ferro battuto, sorge villa Occhialini, risalente al XVI secolo e, inizialmente, di proprietà dei conti di Colloredo. L’attuale struttura della casa  dominicale, acquistata dalla famiglia Occhialini nel 1917, è frutto di svariate aggiunte e demolizioni nel corso dei secoli e, dai reperti rinvenuti durante i lavori di restauro, si ipotizza sorga su preesistenti costruzioni di origine medioevale. Un tempo la villa aveva una pianta a “U”, prodotta dall’unione del corpo residenziale con due barchesse laterali che scomparvero in epoche differenti lasciando la villa affiancata perpendicolarmente solo da una lunga serie di rustici. La facciata principale è in realtà quella opposta alla strada, e domina un giardino alberato al cui confine un portale connette la corte con la “braida”, il piccolo podere, coltivato a viti e alberi da frutto, annesso alla casa.

casa Micelli

Al numero due di via Montenero a Orgnano troverete un esempio piuttosto originale di casa padronale, distante dalle influenze venete: casa Micelli, futuro bed&breakfast e un tempo residenza estiva del noto geologo e naturalista Michele Gortani, proprietario di numerosi appezzamenti nella zona. Probabilmente originaria del XVIII secolo, la casa venne ampliata nell’800 con rustici che connettono il corpo residenziale a uno stabile aperto da una grande arcata che consentiva il passaggio dei coloni ai campi retrostanti.
La facciata principale è contraddistinta da un ballatoio in mattoni a vista con le balaustre decorate, soluzione architettonica quasi unica nel Medio Friuli mentre, tra casa e rustici, si erge una torretta che un tempo racchiudeva i bagni, solitamente posti all’esterno, vicino all’orto.

villa Zamparo

Dietro al colore rosa della facciata e delle pareti esterne, frutto di recenti restauri, villa Zamparo, attuale sede della biblioteca comunale, mantiene intatta la struttura di ciò che era un tempo, ovvero l’elegante residenza estiva della famiglia Zamparo, proprietaria nella zona di numerosi terreni.
Costruita alla fine del XIX secolo la villa, che riflette la tipica struttura architettonica di stile veneto, conservò la sua funzione di residenza padronale fino all’evento traumatico dei due conflitti mondiali, durante i quali la tenuta si trasformò in quartier generale per ufficiali italiani, tedeschi e, successivamente, anche inglesi, in un’occupazione che causò danni ingenti agli immobili e agli arredi.

Palazzo Greatti

Affacciato sulla piazza centrale di Basiliano, l’edificio, appartenuto alla famiglia Greatti e ora sede del Comune, mantiene quasi inalterato l’originale impianto settecentesco. In una delle sue ampie stanze si narra che sostò Napoleone, diretto a Campoformido per negoziare il celebre trattato con cui i territori veneti, Friuli incluso, furono ceduti all’Austria.