Comune di Basiliano

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Il silenzio dei campi

Nel paesaggio che circonda Basiliano salta subito all’occhio che solo alcuni filari di vite e qualche raro albero da frutta riescono a spezzare la geometrica trama del tappeto di coltivazioni sul quale regna sovrano il mais, coltura diffusasi in Friuli nel XVII secolo e base dell’alimentazione regionale fino al Novecento. In questa griglia regolare, frutto dei riordini fondiari degli anni ’70 e ’80, sembra quasi riflettersi il reticolato di poderi stabilito dalla centuriazione romana oltre duemila anni fa, ai tempi della fondazione dell’importante colonia militare di Aquileia (181 a.c.).
Ai recenti riordini sono sopravvissuti i campi chiusi, elementi distintivi del paesaggio agrario dell’Europa occidentale dal medioevo al Novecento, quando il sistema feudale prevedeva visibili delimitazioni tra le minuscole particelle di proprietà coltivate dagli affittuari: a marcarne i confini erano le siepi e i radi boschetti interpoderali di pioppi, carpini e frassini, monumenti di un passato vegetale che caratterizzano ancora oggi la campagna di Basiliano. Il suo attuale paesaggio è completato dai filari di gelsi, “i pugni chiusi” della pianura friulana, importati dalla Cina a partire dal XVI secolo per sfamare i bachi da seta, allevati dalle famiglie contadine e venduti, in forma di bozzoli, per integrare i magri redditi invernali, contribuendo alla fiorente attività delle filande.